Union Estate, la tenuta di La Digue

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Il mulino di Union Estate, La Digue - Seychelles © Andrea Lessona

Il mulino di Union Estate, La Digue - Seychelles © Andrea Lessona

Nel mulino di Union Estate, il bue gira lento intorno alla macina: passi cadenzati per spremere con la sua forza animale l’olio di cocco. La donna seduta guarda fuori distratta: aspetta che spiova, e che quest’angolo antico dell’isola di La Digue torni a vestire i colori vividi delle Seychelles.

Vicino, c’è un magazzino di gusci vuoti: tonnellate infinite di frutti caduti, raccolti, e tritati per produrre ricchezza anno dopo anno come fosse ieri. Qui il tempo non ha età, dimensione sospesa di un passato rimasto tale come quando i primi colonizzatori dell’arcipelago arrivarono per costruire la tenuta dove mi trovo ora.

I loro resti mortali sono là, nel cimitero di Union Estate: tombe bianche in mezzo al verde a ricordare vite lontane. Di fianco c’è un negozio artigianale: file di scaffali su cui riposano manufatti più o meno originali. I turisti li guardano, li sfiorano, li contrattano: prezzi al ribasso per portar via un ricordo.

Io sfido la pioggia che sembra non volere finire mai, e attraverso la tenuta. Anche le grandi tartarughe, tipiche della zona, hanno cercato e trovato riparo sotto gli alberi secolari. Coi loro occhi fissi mi guardano danzare tra una pozzanghera e l’altra mentre cerco di raggiungere la Plantation House.

Realizzata in stile coloniale francese, è una delle ultime case di questo tipo rimaste alle isole Seychelles. Fatta costruire dagli Hossen, una famiglia benestante arrivata a La Digue dalle Mauritius nel XIX secolo, l’abitazione è una delle più vecchie dell’arcipelago africano. E centro focale di Union Estate.

Mentre mi avvicino, sento la pioggia danzare e cadere dal suo tetto in paglia: è sostenuto da pali in legno duro di Takamaka, comunemente usato nei primi anni del XX secolo. Su ogni lato della casa ci sono scalinate in pietra, caratteristica tipica di una casa colonica del periodo.

L’interno, dove alcuni anni fa sono state girate delle scene della pellicola Addio Emmanuelle, non è permesso. Un peccato: avrei camminato volentieri sui pavimenti stretti tra le pareti eleganti che rendono questo luogo patrimonio creolo di Union Estate e delle Seychelles.

Seguendo il sentiero che taglia la tenuta, e il sole che taglia le nubi, cammino tra i lasciti fradici della pioggia: palme divelte e intricate fanno da pavimento a un tratto che percorso porta a un altro angolo di paradiso dell’isola La Digue: la spiaggia di Anse Source d’Argent.

Per approfondire:
Wikipedia

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